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CN2018 | 1 - 13 Agosto | Vialfrè (TO) - Italia

Dove cercare una biblioteca – Parte 2

Leo e Sara hanno immediatamente inviato sul gruppo la foto del libro con la descrizione. Inutile dire che neanche P. si trova sulle mappe: quel posto sembra cambiare nome in continuazione!

Per fortuna le altre indicazioni sul libro ci hanno aiutato a restringere le ricerche: M. non ha cambiato nome, la strada esiste ancora e i laghi sono sempre lì. Solo tre paesi corrispondono alla descrizione e, dopo tre giorni di ricerche, la biblioteca sembrava finalmente vicina: non restava che controllare i paesi uno per uno.

Eravamo seduti sul pavimento della camera di Sergio a pensare come fare già da qualche minuto quando Mattia ha alzato testa da dietro un enorme bicchiere di frullato ed ha chiesto:

“Perché non li chiamiamo?”

“Chi? I paesi?” ha detto il solito Sergio,

“Ma no, qualcuno! Che ne so… il sindaco!”

L’idea non era male, nessun sindaco avrebbe mai detto “certo, c’è un ingresso segreto per la biblioteca proprio nel mio ufficio, venite quando avete tempo”, però con la scusa di una ricerca per la scuola magari qualcuno avrebbe potuto dirci se il suo paese si chiamava P. fino a qualche decennio fa.

Ci siamo lasciati dandoci appuntamento a martedì, nel frattempo avremmo contattato i sindaci e avremmo scoperto qual era il paese giusto.

Ovviamente anche stavolta ci è andata male: nel comune toccato a me sembra esserci solo un risponditore automatico che dà informazioni inutili, su internet non c’è nessun numero di un bar o un negozio del paese. Nel comune spettato a Sara il sindaco vive lì da due anni e non conosce (o non ci vuole dire?) nessuno che possa aiutarci e in quello di Leo il sindaco ha risposto che è stufo di gente che chiama con domande stupide sul nome del paese e che se avessimo chiamato ancora avrebbe avvisato i carabinieri.

Forse risponderei così anche se fossi sindaca di “Percile sul Col di Mota”. Certo è difficile che qualcuno cambi nome a un paese per dargliene un altro che ricorda fango e maiali, però non potevamo escluderlo a priori: magari era un modo per tenere nascosta la biblioteca, tantopiù che una biblioteca sembrava essere l’unica attrazione del paese e nascondere una biblioteca fantastica in un’altra biblioteca dall’aria innocua non è poi una pessima idea.